Il legame con la propria placenta · Incontro singolo · Online

Ti vedo, Placenta

Come la separazione dalla tua placenta continua ad avere un'influenza nella tua vita? Tutti veniamo al mondo accompagnati dalla nostra placenta, l'organo di cui nessuno racconta la storia, e quando il distacco arriva prima che i passaggi necessari si siano compiuti, il legame con lei e ciò che essa rappresenta resta un sospeso che ha implicazioni concrete nella realizzazione della tua vita. Questo incontro torna a quel prezioso legame come opportunità di riconciliarti con i momenti di passaggio e incontrare la tua integrità: quella con cui lavori, ti relazioni, cresci dei figli, stai in una casa, decidi, attraversi perdite e cambiamenti. Perché ciò che costruiamo porta il segno di quanto siamo integri.

Per incontrare il tuo senso di completezza · Per incarnare la tua integrità · Per tutto ciò che con essa costruisci nella tua vita e nel mondo · Per vivere con sicurezza e gioia i momenti di passaggio

Tutto ciò che trova spazio di ricomporsi torna poi disponibile come energia, come forza e chiarezza di direzione: per lavorare, per amare, per stare con sé stessi e con gli altri, per creare e lasciare andare con serenità; è un guadagno tuo, e passa in tutto ciò che tocchi.

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Ti riconosci?

Il senso di completezza e la capacità di vivere passaggi, saluti e cambiamenti dovrebbero essere parte integrante di te stesso e della tua vita.

  • Porti un senso di incompletezza e insoddisfazione.
  • Ti accompagna un senso di solitudine e isolamento.
  • C'è un senso di colpa che continua a bussare.
  • I cambiamenti e i congedi ti costano più del previsto: un trasloco, la fine di un lavoro, una persona che se ne va; fatichi a chiudere e a lasciare andare.
  • Anche a fronte di innumerevoli sforzi e tentativi ti risulta difficile realizzarti al lavoro, economicamente, nelle relazioni, come persona.
  • Nel lavoro, nelle relazioni, nella vita senti di dover dimostrare ogni volta qualcosa, come se il tuo posto andasse guadagnato di nuovo, ad ogni passo.
  • Nelle relazioni dai molto e ricevere o chiedere ti mette a disagio, non sei sicuro di meritare.
  • Vivi nella ricerca di qualcosa che sembra sempre mancare o non essere sufficiente per sentirti appagato.
  • Sei arrivato ad un punto in cui vorresti che la tua vita esprimesse davvero ciò che sei, e senti che qualcosa non te lo permette.
  • Hai lavorato su molti aspetti della tua vita ma resta un senso di insoddisfazione e smarrimento.
Quello che è rimasto sulla soglia continua a bussare.
Il fondamento

La placenta è nostra gemella, radice fisica e spirituale.

Della placenta generalmente si parla poco, per questo ho iniziato a considerarla la grande esclusa dal racconto della nostra vita e delle nostre origini, e a interrogarmi sul ruolo che assume il modo in cui avviene la separazione da lei nel dipanarsi della nostra vita, e in come viviamo i passaggi fino a quello della morte.

Quante madri non sanno nemmeno come sia fatta la placenta che ha nutrito i propri figli, perché non l'hanno mai vista? Che fine ha fatto la placenta dai racconti dei nostri parti, e perché?

Ciò che dice il corpo

Se pensiamo "solo" al suo ruolo fisiologico, la placenta per nove mesi è stata la condizione stessa della vita. Formandosi nello stesso momento in cui si forma il bambino e crescendo di pari passo con lui, è un organo nuovo a tutti gli effetti, che per l'intera gravidanza lo accompagna offrendogli protezione e nutrimento. Alla nascita, per un tempo che nessuno stabilisce a priori, continua a svolgere funzioni vitali per il bambino appena nato.

Nei minuti dopo la nascita il bambino compie il passaggio dall'acqua all'aria e i polmoni si aprono per la prima volta. Finché quest'apertura non si è compiuta, è ancora la placenta a occuparsi degli scambi necessari. Parallelamente, circa un terzo del sangue del bambino, che si trova nella placenta, torna a lui, insieme al ferro che sosterrà i mesi a venire.

Recidere il cordone mentre questi lavori stanno avvenendo significa privare il neonato del proprio sangue e dell'ossigeno: il piccolo corpo si trova così a compiere in modo repentino e da solo un passaggio che nella fisiologia della nascita avverrebbe in modo naturale, dolce e graduale, nel momento in cui il bambino stesso è autonomo nella respirazione.

Gli studi che hanno seguito i bambini rimasti collegati alla propria placenta per il tempo necessario, con un distacco graduale e ritardato, hanno dimostrato che questi neonati sono più vigili e stabili nei primi minuti di vita, che la suzione è più efficace e il primo attacco al seno riesce meglio; nei primi anni sono stati osservati punteggi migliori nei domini della comunicazione e dello sviluppo personale e sociale.

Ci sono domande che questi dati aprono e lasciano aperte: se in quei minuti passano l'ossigeno, il sangue e le cellule da cui il corpo si costruirà, che cosa passa insieme a loro? Quali implicazioni può avere sul bambino appena nato, e quindi sull'adulto che sarà, il tempo e il modo in cui è avvenuta la clampatura del legame con la propria placenta?

La placenta come archetipo: la Radice

Molte culture, riconoscendo nella forma della placenta quella di una radice, la nominano da sempre così: un intreccio che si dirama e si assottiglia, collegato al terreno materno, da cui trae ciò che serve e lo raccoglie per donarlo al nascituro. Dalla radice, ancoraggio sicuro alla materia, sale il cordone come un tronco, e all'estremità c'è il frutto che un giorno, una volta maturo, si consegnerà al mondo, donandosi alla terra come nuovo seme che a sua volta crea.

Nati dallo stesso principio e nello stesso momento, placenta e figlio esistono l'una in funzione dell'altro per tutti i nove mesi. Quello che accade alla nascita è la restituzione finale, e può avvenire perché il neonato è ormai pronto a portare in sé ciò che fino a quel momento la placenta ha conservato al suo posto: il sangue, l'ossigeno, le cellule da cui si costruirà, e con essi la memoria delle proprie origini, di essere accompagnato e sostenuto, e così la presenza e la forza per andare nel mondo. In questo processo, esattamente come avviene per ogni archetipo, il figlio si separa dalla placenta integrandola: si stacca da lei, lasciandola andare, perché l'ha ricevuta per intero. E così inizia a staccarsi con gradualità dalla propria madre, dove il processo di separazione e integrazione sarà ancora lungo.

La prima separazione

Quando invece il cordone viene reciso mentre il passaggio è ancora in corso, l'integrazione resta aperta. Da un momento all'altro, ciò che sosteneva non c'è più. È la prima esperienza di distacco di una vita umana, e arriva quando ancora nessuna parola può nominarla: resta come memoria che si fa carne, e da lì continua a informare il modo di stare al mondo. Resta in modi diversi da persona a persona: può contare il momento in cui il passaggio si è fermato, può contare il modo in cui è avvenuto, può contare chi ha effettuato la separazione.

Ogni separazione che verrà passa da lì. Il modo in cui ci si lega e ci si separa, come si attraversano i cambiamenti, cosa accade quando qualcuno se ne va, quanto costa lasciare andare una casa, un lavoro, una persona, una versione di sé. Ogni congedo richiama il primo, e se il primo è stato brusco ed è rimasto aperto, ogni congedo successivo vive del riverbero del primo e trova quella porta ancora spalancata.

Quello che si osserva sta poi sul piano concreto della vita: il modo in cui si sta in piedi, che cosa si fa quando ci sarebbe da appoggiarsi, quanto costa chiedere, come si vive il proprio andare nel mondo, se si sente qualcuno alle spalle o si procede con affanno come chi deve provvedere da sé a ogni cosa. Sta in un senso di incompletezza che resta senza oggetto, in una malinconia che resta senza causa, nel senso di colpa che accompagna, nello smarrimento di chi trova la propria realizzazione e il proprio posto solo a tratti e con fatica, o di chi, quando li trova, non riesce a gioirne.

Per diventare adulti si attraversa un lavoro lungo: sono diversi gli archetipi che si è chiamati a incarnare. Si integra la madre, si integra il padre, si integrano le figure che ci hanno formato, il maestro, e quelle che ci sono mancate. Il dialogo con la placenta, invece, è un dialogo per lo più interrotto bruscamente, e questo la tiene fuori da quel lavoro. Ciò che non viene nominato resta dov'è, in attesa, e ciò che non viene incarnato resta un pezzo mancante, un passaggio non concluso nel percorso di una vita, verso l'adulto integro di cui abbiamo bisogno e di cui ha bisogno il mondo.

Ciò che è rimasto in sospeso può ancora essere ricevuto.

Ricongiungersi

Tutto questo è accaduto in condizioni che dipendevano da altri: alla tua nascita eri nella posizione di ricevere. Quello che puoi fare tu inizia ora.

Il lavoro accade nel corpo che sei oggi: ricontatta il legame con la tua placenta, lo integra e lo onora, e da lì lascia accadere. L'integrazione è ciò che permette il congedo, ricevuto ciò che era rimasto sospeso, il legame ha compiuto il suo scopo e può essere lasciato andare, mentre le energie che stavano ferme in quel legame rientrano nella vita presente e diventano risorsa. Le radici servono a questo: si guarda a ciò che ti precede, lo si riconosce, gli si dà il giusto posto, per essere sostenuto e integro nel presente, e così proseguire portando il proprio specifico contributo.

E questo riguarda anche ciò che sta intorno, perché la realtà che abitiamo è fatta di ciò che le persone trattengono. Da ciò che è rimasto ferito nascono rabbia, rancore, la necessità di difendersi anche in assenza di attacco. Da ciò che è integro nascono misura, saggezza, competenza, la capacità di creare insieme. Un adulto integro cresce figli liberi di occuparsi della propria vita, lavora dalla propria competenza, agisce dall'ascolto consapevole del proprio sentire, sta in un conflitto restando in relazione. Ricomporsi è un lavoro che si fa per sé, e i cui effetti arrivano lontano.

Come si svolge

Dentro l'incontro

Si lavora con pratiche guidate di auto-osservazione, costellative, di ascolto, corporee, introspettive, individualmente, per un tempo massimo di centoventi minuti.

  1. Fissato l'appuntamento, ricevi le indicazioni per predisporre lo spazio: un luogo dove poterti stendere, restare tranquillo e muoverti liberamente per tutta la durata dell'incontro.
  2. Il lavoro è guidato: ti accompagno passo per passo, e tu resti nel tuo spazio e nel tuo corpo.
  3. La memoria di cui si tratta è quella che il corpo tiene, e il lavoro le dà un luogo dove manifestarsi, attraverso movimenti, gesti, parole, immagini, intuizioni, rilasci.
  4. Alla fine c'è il tempo della parola, per ciò che è emerso.
  5. Al termine, se necessario, ricevi le indicazioni per proseguire, che accompagnano ciò che il lavoro ha aperto nei giorni successivi.
  6. L'incontro si conclude in sé. Se ciò che si è aperto chiede un lavoro più esteso, ne parliamo e vediamo insieme come può proseguire.
1 incontroMax 120 minuti
OnlineIndividuale
Lavoro sul corpoPratica guidata su misura
Su appuntamentoData e orario concordati

Ciò che si ricompone in te, si ricompone intorno a te.

Per chi è

Questo incontro è per te se

Un incontro per chi vuole tornare alla prima separazione della propria vita, quella di cui nessuno gli ha mai parlato, e compiere con coraggio nel presente ciò che è rimasto in sospeso. Quello che torna è una memoria originaria: quella di essere stati accompagnati e sostenuti, e con essa la possibilità di attraversare saluti e cambiamenti da adulti, incarnando la propria essenza autentica.

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Il primo filone

Ti vedo, Placenta fa parte del primo filone, tre percorsi che lavorano su ciò che struttura la vita di una persona a prescindere dal momento che sta attraversando.

L'investimento

Un incontro con una forma definita

Il contributo riguarda l'incontro nella sua interezza: massimo centoventi minuti di lavoro individuale, le indicazioni che ricevi prima per prepararti, e quelle che ricevi al termine per accompagnare ciò che continua a muoversi nei giorni seguenti.

€ 180 Incontro singolo
Max 120 minuti Un unico incontro
Online Individuale
Su appuntamento Data e orario concordati

Nell'incontro è compreso

  • Le indicazioni per predisporre lo spazio e prepararti all'incontro.
  • Fino a centoventi minuti di lavoro individuale guidato.
  • Le indicazioni per proseguire che ricevi al termine, per accompagnare ciò che il lavoro ha aperto nei giorni successivi.

Condizioni di pagamento

Il contributo di € 180 si versa per intero alla conferma dell'appuntamento, tramite bonifico bancario, e non è rimborsabile. La data si intende fissata al ricevimento del pagamento.

Gli importi indicati sono comprensivi del contributo integrativo ENPAP (2%) e dell'imposta di bollo dove dovuta. Non sono previsti costi aggiuntivi oltre a quelli indicati.
Prestazione sanitaria: la spesa può essere detratta nella dichiarazione dei redditi.

C'è un incontro che ti aspetta.

Se senti che questo incontro ti riguarda, scrivimi. Fissiamo insieme data e orario, e ricevi tutto ciò che serve per prepararti.

Si vive attraversando.

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